Navigazione sul Lago di Garda

DISCIPLINA DEL DEMANIO LACUALE

E DELLA NAVIGAZIONE SUL

LAGO DI GARDA

Testo coordinato dalla Comunità del Garda

 

CAPO III
NAVIGAZIONE E PRATICHE SPORTIVE

Art. 12 Protezione della fascia costiera

1. Nella fascia costiera, sino a una distanza di trecento metri dalla riva, la navigazione è consentita soltanto ai natanti a vela, a remi, a pedale e alle tavole a vela.

2. La fascia di protezione di cui al comma 1 è ridotta a centocinquanta metri nei tratti costieri dei golfi di Salò e della Romantica compresi tra la foce del torrente Barbarano e la Rocca di Manerba,

intorno all’Isola di Garda, nonché della estremità del promontorio Sirmione – Punta Grotte.

3. Alle unità a motore è consentito, a una velocità non superiore a 3 nodi, l’attraversamento della

fascia di cui al comma 1 per l’approdo e la partenza purché la manovra sia effettuata perpendicolarmente alla costa.

Art. 13 Divieti di navigazione

1. E’ vietata la navigazione con qualsiasi tipo di unità nelle zone riservate alla balneazione appositamente delimitate.

2. E’ altresì vietato l’accesso a qualsiasi unità nelle zone mantenute a canneto e in quelle di rilevanza archeologica o naturalistica appositamente delimitate nonché nella fascia ad esse esterna di trecento metri.

3. Sono vietati l’ammaraggio e il decollo di idrovolanti e di altri tipi di aeromobili, salvo negli eventuali corridoi appositamente delimitati a cura degli enti preposti.

Art. 14 Limitazione alla circolazionedelle unità di navigazione

1. Al di fuori della fascia di protezione di cui all’articolo 12 è obbligo dei conducenti delle unità di navigazione regolare la velocità avuto riguardo alla manovrabilità del mezzo, con speciale riferimento alle sue qualità evolutive nelle condizioni del momento, alla distanza di arresto, alla densità del traffico, alla visibilità e allo stato del lago, in modo da non costituire pericolo per le persone e per le altre unità.

2. In ogni caso la velocità non può superare il limite massimo di 20 nodi nelle ore diurne e di 5 nodi nelle ore notturne tranne che per le unità in prova o in collaudo debitamente autorizzate dagli organi competenti.

3. Nelle acque di competenza della Provincia autonoma di Trento, considerate le particolari caratteristiche della parte settentrionale del lago e lavocazione della stessa alla navigazione a vela, è vietata la navigazione delle unità a motore.

Comportamento di navigazione

Art. 16 Norme di comportamento di navigazione

1. In navigazione hanno precedenza le seguenti unità:

a) unità adibite al pubblico servizio di linea;

b) unità addette ai servizi di pronto soccorso, di ordine pubblico, vigilanza e altri servizi pubblici;

c) unità impegnate in operazioni di pesca professionale.

2. Le unità a motore e a vela hanno l’obbligo di tenersi almeno a cento metri dalle unità adibite al pubblico servizio e dalle unità impegnate in operazioni di pesca professionale nonché di osservare particolare prudenza in prossimità delle scuole a vela.

3. E’ vietato in ogni caso intralciare la rotta delle unità di servizio pubblico di navigazione e ostacolarne le manovre di accosto e attracco.

4. E’ vietato ostacolare le unità impegnate inoperazioni di pesca professionale e le unità impegnate in regate veliche.

5. E’ vietato seguire, nella scia o a distanza inferiore a cinquanta metri, le unità trainanti sciatori nautici.

 

Art. 18 Scarico di rifiuti

1. In tutta la sponda lombarda/trentina/veneta del lago, nonché sulle banchine, moli e pontili, è vietato lo svuotamento di acque di sentina, il getto di rifiuti di qualsiasi genere, di oggetti, di liquidi, di detriti o altro.

2. E’ altresì vietato scaricare in acqua residui di combustione di olii lubrificanti, acqua di lavaggio e ogni altra sostanza pericolosa o inquinante.

3. I rifiuti solidi e liquidi vanno posti esclusivamente in adeguati contenitori da depositare integri nelle apposite strutture predisposte dalle amministrazioni comunali rivierasche.

4. I rifiuti speciali vanno depositati negli appositi contenitori di raccolta messi obbligatoriamente a disposizione dalle stazioni di servizio e dagli approdi di custodia.

Art. 19 Sci nautico

1. Lo sci nautico è consentito dalle ore otto alle ore venti, con tempo favorevole e lago calmo, nelle acque distanti almeno cinquecento metri dalla riva.

2. Nell’esercizio dello sci nautico si osservano le seguenti norme:

a) i conduttori delle unità sono assistiti da persona esperta nel nuoto;

la partenza e il recupero dellosciatore avvengono in acque libere da bagnanti e da unità o entro gli eventuali corridoi di lancio;

b) la distanza laterale di sicurezza fra il battello trainante e le altre unità deve essere superiore alla lunghezza del cavo di traino;

c) durante le varie fasi dell’esercizio la distanza tra il mezzo e lo sciatore non deve mai essere inferiore a dodici metri;

d) le unità adibite allo sci devono essere munite di dispositivo per l’inversione della marcia e per la messa in folle del motore e dotate di un’adeguata cassetta di pronto soccorso e di un salvagente per lo sciatore trainato;

e) è vietato a tale unità trasportare altre persone oltre al conducente e all’accompagnatore esperto di nuoto ed eseguire il rimorchio contemporaneo di più di due sciatori;

f) gli sciatori devono indossare il giubbotto di salvataggio.

3. Per l’esercizio dello sci nautico, in deroga al limite di velocità previsto dal comma 2 dell’articolo 14, è consentito alle unità di raggiungere la velocità massima di 25 nodi; per le scuole di sci nautico legalmente riconosciute, all’interno di aree appositamente concesse e delimitate, valgono le norme previste dai regolamenti sportivi.

Art. 20 Impiego delle tavole a vela

1. La navigazione con tavole a vela è consentita solo di giorno e con buona visibilità, da un’ora dopo l’alba fino al tramonto.

2.I conduttori regolano il natante in modo da non creare situazioni di pericolo o di intralcio alla navigazione.

3. E’ obbligo dei conduttori indossare il giubbotto di salvataggio. La presenza di persone o animali a bordo è consentita solo ove l’unità sia convenientemente armata.

4. E’ vietato l’impiego delle tavole a vela:

a) sulla rotta delle unità in servizio pubblico di linea;

b) nei porti e in prossimità dei loro accessi;

c) nelle zone riservate alla balneazione;

d) nelle zone mantenute a canneto;

e) nei corridoi di lancio dello sci nautico.

Art. 21 Immersioni

1.Coloro che praticano immersioni sono tenuti all’osservanza dei seguenti obblighi:

a) segnalazione della propria presenza mediante boa con bandiera rossa con striscia diagonale bianca;

b) utilizzo di apposita unità di appoggio.

2.Nei casi di immersione con partenza da riva è sufficiente l’adempimento dell’obbligo di cui alla lettera a) del comma 1.

3.E’ vietato praticare immersioni:

a) sulla rotta delle unità di servizio pubblico di linea;

b) nei porti e in prossimità dei loro accessi;

c) nelle zone riservate alla balneazione;

d) nelle zone mantenute a canneto;

e) nei corridoi di lancio dello sci nautico.

4.I divieti di cui al comma 3 non si applicano nell’esercizio di attività professionali debitamente autorizzate.

Art. 25 Norme di comportamento degli utenti

1. E’ vietato asportare, modificare, spostare, manomettere o rendere inefficienti le boe di segnalazione, i cartelli monitori e i dispositivi di segnalamento diurni e notturni.

2. Nelle zone portuali è vietato:

a) lasciare in sosta veicoli o unità di navigazione, salvo negli eventuali spazi autorizzati;

b) occupare i corridoidi accesso e di uscita;

c) intralciare l'esecuzione di lavori pubblici di manutenzione e di sistemazione.

3. E’ comunque vietato abbandonare in qualsiasi parte della spondalombarda/trentina/veneta del lago e delle sue rive unità o relitti delle medesime

Art. 26 Rumori molesti

1.È vietato provocare rumori molesti superiori a 60 decibel misurati a venti metri di distanza

Art. 32 Divieto della navigazione a motore

1.Limitatamente alle acque del lago di Garda di competenza della Provincia autonoma di Trento, in deroga al divieto di navigazione di cui all'articolo 14, comma 3, la circolazione a motore è consentita, oltre ai casi previsti dall'articolo 15, comma 1, anche:

a) alle unità di navigazione in servizio di trasporto pubblico non di linea;

b) alle unità di navigazione in uso ai pescatori in possesso di licenza"A" o "B", residenti nei comuni trentini rivieraschi, dotate di motore non superiore a 4,5 Kw;

c) alle unità di navigazione per il traino di unità in avaria;

d) alle unità di navigazione di diporto a vela con motore ausiliario, oltre che per l'uscita e l'ingresso nei porti secondo quanto disposto dalla vigente normativa in materia, per il rientro in porto in caso di sopravvenuta oggettiva assenza di vento o in caso di motivata necessità.

2. E’ vietata l'entrata e l'uscita dai porti con la sola propulsione velica per le unità di naviglio superiori ai sei metri ad eccezione delle imbarcazioni a vela da regata con lunghezza anche superiore ai sei metri, partecipanti a prove, allenamenti o alle regate indette dai circoli velici.

Art. 32 bis Utilizzo di mezzi di salvataggio da parte dei conduttori di tavole a vela

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 20 in relazione alla disciplina della navigazione con tavole a vela, in deroga a quanto stabilito dal primo periodo del comma 3 del medesimo articolo, nelle acque del lago di Garda di competenza della Provincia autonoma di Trento i conduttori di tavole a veladevono usare il giubbotto di salvataggio o altro mezzo di salvataggio individuale