Sci Nautico - Normativa

PRATICA DELLO SCI NAUTICO

Lo sci nautico, in Italia, può essere praticato secondo precise norme di legge nazionali e subordinatamente regionali e provinciali. Vediamo sinteticamente e per sommi capi quali sono le norma che regolano la pratica di questo sport a livello amatoriale/diportistico e per conto terzi. Vedremo successivamente e separatamente il rapporto tra queste " norme" ed i regolamenti Federali.

Le leggi nazionali regolano specificatamente la pratica dello sci nautico.

La pratica dello sci nautico a livello nazionale è disciplinata nel seguente modo :

Codice della Navigazione 

D.M. 26.1.1960 : pratica in acque marittime

Tipi base di sci nautico

Lo sci nautico può essere praticato :

  • per diporto (non a fine di lucro)
  • per conto terzi ( a fine di lucro)

a scopo agonistico (scuola, allenamento, competizione) secondo le varie specialità previste in sede nazionale ed internazionale ( discipline classiche, piedi nudi, velocità, wakeboard ) in base ai regolamenti emanati dalla federazione nazionale (FISN) concordi ai regolamenti internazionali ( I.W.S.F.) .

Dove può essere praticato lo sci nautico.

Lo sci nautico può essere praticato:

  • in acque marittime purchè non siano porti di qualsiasi tipo, miticolture o allevamenti ittici dai quali si deve stare ad una distanza non inferiore a 400 metri;
  • in lagune ove non esistano allevamenti ;
  • in acque interne quali bacini idrici naturali od artificiali ( laghi ,cave o altri bacini artificiali); per quanto concerne bacini artificiali realizzati con dighe - in genere - non viene concessa autorizzazione alla navigazione per ragioni di invaso e svaso e quindi della loro possibile pericolosità : comunque questo è da accertare caso per caso ;
  • in entrambe le acque marittime ed interne lontano dalle zone di balneazione predefinite e dalle rotte di unità di servizio pubblico;
  • in base a condizioni meteorologiche ottimali;
  • nelle ore diurne in orari determinati, suscettibili di riduzione in base a
  • disposizioni regionali e provinciali;
  • con partenza dello sciatore a distanze prefissate dalla costa, lontano da zone di balneazione;
  • con partenza ed arrivo dell'unità in corridoi segnalati ed a velocità ridotta;
  • con gli sciatori a bordo;
  • in aree predeterminate per l'attività agonistica di scuola ed allenamento,
  • in aree stabilite e temporaneamente vietate alla navigazione, per le competizioni
  • in acque cosidette private (cave).

Unità che possono praticare lo sci nautico a scopo di diporto.

Qualsiasi unità da diporto a motore - natante ed imbarcazione - avente le seguenti caratteristiche:

motore sia di tipo fuoribordo che entrofuoribordo o entrobordo, di potenza consona alla pratica di questo sport e comunque avente valore di potenza rispondente alle norme CE o a quelle RINA se l'unità è stata costruita precedentemente al 15.6.1998

munita di sistema di aggancio e rimorchio e di ampio specchio retrovisore convesso ritenuto idoneo dalla Autorità competente o di tipo omologato o certificato da Ente autorizzato munita di dispositivo per l'inversione della marcia e per la messa in folle del motore.

Nel caso di imbarcazioni, cioè di unità da diporto che hanno una lunghezza massima superiore a 7,50 m, iscritte nei R.I.D. ( Registri Imbarcazioni da Diporto) l'abilitazione alla pratica dello sci nauti deve risultare sul documento identificativo dell'unità stessa. Quando questo tipo di unità naviga in acque interne ove non è obbligatoria la immatricolazione - si paga solo la tassa di stazionamento - deve essere attrezzata in conformità a quanto previsto al punto 3) per quanto concerne il sistema di traino. Questo può essere controllato dalla Autorità preposta e ,se non rispondente alle norme, si incorre in sanzione. Se l'unità viene utilizzata in acque marittime deve venire immatricolata. Unità del tipo natante, cioè inferiori a 7,50 m e quindi non soggette ad immatricolazione sia che navighino in acque marittime che interne, debbono avere caratteristiche ed attrezzatura specifica conformi a quelle elencate al punto 3) e pure soggette a controllo.

Unità che possono praticare lo sci nautico per conto terzi.

Anche per la pratica di questa attività commerciale si devono impiegare unità costruite per diporto ed aventi dotazioni e caratteristiche previste per il traino (vedi punto 3 ed allegato 7 - art. 6 - comma 1) cliccabile Necessita però l'iscrizione negli appositi registri come da prassi prevista per il rilascio della licenza di esercizio dell'attività. L'esistenza di attrezzatura per la pratica dello sci nautico conforme risulta annotata sul documento.

Dispositivi di traino.

Il D.M. 26.1.1960 , modificato con D.M. 15.7.1974 (vedi allegato 2 ) redatto dopo aver conosciuto il parere della F.I.S.M. ( vedi premessa ultima frase) viene precisato che le attrezzature di traino debbono essere approvare dalla competente autorità. In commercio esistono :

  • asta per traino sci nautico , altezza 120 cm - diametro 4 cm , conforme a norme RINA , ( dichiarazione 11/710/88 DIP del 6.12.88) ;
  • moschettone di sicurezza per sci nautico completo di cimetta di sgancio (conforme a norme D.M. 4/2/60 e succ);
  • specchietto retrovisore a norme ( collaudo RINA n° 290/88).

Abbiamo riportato, come esempio , le certificazioni rilasciate per questi accessori ad una nota ditta di accessori nautici. In commercio esistono anche altri dispositivi di traino quali triangoli dotati o no di galleggiante o anelli di traino : ma tutti questi accessori non sono omologati . Il non avere la omologazione vuol dire che questi dispositivi non sono sicuri : possono facilmente consentire al cavo di traino di impigliarsi nell'elica o non consentire uno sgancio rapido dello sciatore. Sono quindi da scartare a priori. Parimenti non è da ridurre, magari per ragioni estetiche, l'asta di traino. E' provato che una cima di traino agganciata ad una asta "ridotta" può facilmente impigliarsi nell'elica. La F.I.S.N. avendo dato il suo parere nella stesura di questo D.M. ha approvato di conseguenza i dispositivi summenzionati. Nelle attività che la stessa autorizza debbono obbligatoriamente essere applicate e rispettate le norme di legge ed i regolamenti relativi che debbono rispecchiarsi nei regolamenti Federali pur con le eccezioni originate dalla attività sportiva.

Requisiti per poter condurre una unità adibita a sci nautico.

Il D.M. 26,1.1960 n° 29 modificato con D.M. 15.7.1974 n°283 che regola lo sci nautico nelle acque marittime ed il D. 20.7.1994, n° 550 che lo regola nelle acque interne, rispettivamente agli art."2 - comma a) e art. 1 comma a) precisano che una unità esercitante il traino per sci nautico deve essere condotta da persona abilitata lla conduzione di unità a motore (fuoribordo, entrofuoribordo, entrobordo). Inoltre il conduttore deve essere assistito da persona esperta del nuoto incaricata di servire il varo e di sorvegliare lo sciatore nautico. Nel caso di scuole di sci nautico l'assistente presente a bordo deve essere munito di brevetto di marinaio e bagnino rilasciato dalla Società di salvamento nazionale (D.20.7.1994, n° 550 -art.4 - comma 1 ) Vedremo successivamente quali sono le disposizioni di legge che regolano l'esercizio delle scuole di sci nautico.

Persone imbarcabili e sciatori trainabili.

Le persone imbarcabili ed ora anche il relativo bagaglio - come stabiliscono le norme CE - sono determinati in sede di omologazione ( per unità costruite precedentemente al 15.6.1998) o di certificazione. In base alla norme summenzionate ogni persona viene considerato che abbia una massa media di 75 kg . Le norme di omologazione calcolavano solamente le persone: eventuale bagagli andava in detrazione alla massa totale risultante dal numero delle persone indicate per 75. Le norme CE, nel valore della massa che risulta nel documento specifico di ogni unità comprende persone più bagaglio : viene calcolato in ragione di 75 kg per persona e 15 kg per il bagaglio per un totale unitario di 90 kg. Valori superiori sono applicati solo per unità classificate imbarcazioni ma aventi una lunghezza massima superiore a quello delle unità solitamente impiegate nel nostro sport. In base a quanto sopra esposto è facile poter controllare le persone normalmente imbarcabili. Nel caso dello sci nautico diportistico a bordo debbono esserci obbligatoriamente conduttore ed osservatore e tante persone quanto può imbarcarne l'unità, bagagli inclusi. Per legge non possono essere trainati più di 2 sciatori per volta. Nel caso di traino per conto terzi a bordo il tutto viene regolato del D.M. del 27.8.1955 pubblicato sulla G.U. n° 221 del 24.9.1955 ( vedi appendice del D.M. 14.6.1988 - allegato 5). I valori suindicati riferentesi a persone imbarcabili e bagaglio, verranno ripresi in altro caso inerente una particolarità specialità di sci nautico.

Norme da rispettare nella pratica dello sci nautico.

I Decreti che già abbiamo menzionato nei punti precedenti prevedono anche specifiche condizioni da rispettare nell'espletamento della pratica dello sci nautico e come si debbono comportare gli altri diportisti quando si trovano nelle vicinanze di unità che traina uno sciatore. E' proibito, a norma di legge, da parte di qualsiasi unità da diporto o professionale, sia a vela di qualsiasi tipo che a motore , l'attraversamento durante le ore ed i periodi assegnati all'attività di sci nautico ( scuole ed allenamento o conto terzi) delle aree assegnate per questo sport e delimitate con apposite boe . Tali aree vengono indicate ed individuate da ordinanza emessa dall'Autorità locale competente ( Regione ,Provincia o C.P.) e tutti i naviganti hanno il dovere e l'obbligo di prenderne conoscenza e rispettarle. Per quanto concerne l'attività di sci nautico libero, ( diretta o per conto terzi) sono da rispettare le disposizioni stabilite dalle leggi vigenti e particolarmente :

  • distanza da unità a sciatore NON inferiore a 12 metri ;
  • ogni altra unità deve mantenere una distanza laterale da una unità che traina uno sciatore di sicurezza non inferiore a 50 metri ;
  • è assolutamente vietato a qualsiasi unità seguire una unità trainante uno sciatore a distanza inferiore a quella di sicurezza, nonchè intersecarne la scia ad una distanza inferiore a 50 metri;
  • non è consentito il traino di più di 2 (due) sciatori per volta.

In ogni caso l'attività di sci nautico in mare per conto proprio e per conto terzi è consentita solamente nel rispetto degli art. 1 e 2 del D.M. 26.1.60 n. 29 e D.M. 30.3.74 n. 283. Parimenti nelle acque interne è da rispettare quanto stabilito dal D. 20.7.1994, n° 550 , art. 1 . In questo al comma h) vengono specificate le norma da rispettare nelle fasi di partenza ed arrivo. Norme particolari per la pratica e l'attuazione di questo sport possono venir emanate dalle Regioni e Provincie in accordo ai Comuni che insistono sugli specchi d'acqua presi in considerazione per eventualmente limitare questa ed altre attività sportive.

Concessione di campi, corridoi , ecc. per scuola ed allenamento.

Il D. 20.7.1994, n° 550 all'art. 4 precisa che sono richiedibili aree lacuali per l'installazione di impianti fissi : campi di slalom, trampolini di salto, corridoi di e uscita ed entrata, ecc. e la procedura da seguire. Tenere presente che dette installazioni debbono rispettare quanto stabilito all'art. 4 comma 2) e 3).

Dotazioni di bordo per la pratica sci nautico.

Oltre alle dotazioni previste per legge durante la navigazione nelle acque marittime od in quelle interne, viene prescritto per la pratica dello sci nautico che a bordo della unità siano disponibili:

  • la cassetta di pronto soccorso
  • un salvagente per ciascuno degli sciatori. Al proposito si consiglia che lo sciatore indossi il giubbetto di salvataggio ,meglio se del tipo previsto appunto per sci nautico.

Si rammenta l'utilità di disporre a bordo anche del salvagente anulare con regolare cima già collegata, da tenere, in ogni caso, a portata di mano.

Wakeboard : unità e relativa attrezzatura di rimorchio.

Questa nuova specialità dello sci nautico è entrata nella pratica corrente . Vengono utilizzate unità da diporto attrezzate per sci nautico ma aventi dispositivi particolari per quanto concerne il traino e la creazione di una larga scia. Si utilizzando infatti attrezzature di rimorchio "alte" e unità da diporto zavorrate a poppa per ottenere scie idonee alla pratica di questa specialità. Sono state sinora impiegate attrezzature mobili - aste controventate a prua dell'unità - da innestare sulle normali aste di traino. L'appesantimento delle unità viene ottenuto mediante, in genere, zavorra liquida - acqua - in contenitore posto a poppa che dovrebbero essere solidamente fissato e la cui massa totale non dovrebbe superare quella ammessa per la specifica unità detratte le masse di conduttore, osservatore ed eventuale secondo sciatore. La massa liquida pero è soggetta a spostamenti se il contenitore non è raso, particolarmente in virata : necessitano quindi contenitori idonei In ogni caso è bene che il conduttore tenga conto di questo sbilanciamento, strettamente collegato alla massa liquida che si muove ed al raggio di virata. Attualmente queste attrezzature non sono state assoggettate a controllo e omologazione da parte delle Autorità italiane. Questo in attesa di regolamentazione CE che è in corso di studio. Nuove unità sono state però recentemente immesse sul mercato. Sono dotate di un roll-bar specifico che consente un migliore aggancio, soprattutto in sicurezza, dello sciatore : ma anche queste non sono omologate e riconosciute dalla Autorità preposta. Parimenti dicasi per la zavorratura delle unità, ancorchè ci si avvii ad impiegare carene idonee che non richiedano questo se non in misura limitata. Tutto però è ancora in attesa di disposizioni che verranno emanate in sede CE. 

 

Per ulteriori informazioni visitate il sito Ucina