Assistenza Nautica

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Assistenza Barche e lavorazione di ripristino di quelle usate e allestimento nuove imbarcazioni

Grazie all’esperienza maturata in quasi vent’anni di attività, Lepanto Marine è in grado di proporre ed installare, a regola d’arte, tutti quegli accessori che rendono più sicura e confortevole la vostra navigazione. Montiamo: passerelle idrauliche, eliche di prua, pavimentazioni pozzetti e cabine in flexitek o teak, GPS, VHF, ecoscandagli, radar, e molto altro ancora.

Lavorazioni di carrozzeria e meccaniche

 

Rimessaggio e Lavorazioni

Sta arrivando la bella stagione e i week-end primaverili invogliano a dare il classico “giro di chiave” e provare la prima uscita del 2014. Inevitabilmente è anche l’inizio delle spese: rimettere la barca in acqua o, se in banchina ci ha passato tutto l’inverno, riportarla nelle condizioni ottimali per affrontare la nuova stagione, è il primo round economico da affrontare.

Le leggende narrano di conti salatissimi, di diportisti messi al tappeto come cercano di varare il loro open con fuoribordo da stallie esose, meccanici avidi e incompetenti, sempre pronti ad avventarsi sulla “preda” come questa ha il minimo contrattempo, per non parlare dell’aumento del prezzo dei carburanti e quindi del costo orario della navigazione. Credenze, prevenzioni o realtà oggettive con cui ci si confronta quotidianamente. Ovviamente non è tutto vero, ma un fondo di verità c’è sempre. Il nostro è un settore legato all’emozione e alla passione, sentimenti che spesso non vanno d’accordo con la razionalità, e quindi qualcuno che se ne approfitta c’è sempre. A fianco di questi personaggi scorretti, esistono però centinaia di imprenditori piccoli e grandi che vogliono fare della nautica la loro professione e pertanto battono le strade della correttezza e della professionalità. Se quindi possiamo dare un primo consiglio è scegliere questi ultimi. Individuarli non è difficile: basta scorrere, per esempio, l’elenco delle officine autorizzate dei costruttori di motori e poi verificare le strutture e le attrezzature di cui dispongono. Non è necessario essere degli esperti per saper individuare un vero professionista, oggi ci sono tutte le possibilità per accedere a informazioni tali da certificare la qualità e serietà di una struttura.

Chi più spende meno spende

È una vecchia regola, ma sempre valida. Alcune volte i risparmi si traducono in vere e proprie emorragie di denaro per riparare i danni. Saltare una manutenzione, infilare la barca in un capannone tra camper e macchine agricole, al momento può generare un risparmio, ma poi quando si rompe un piede, un blocco motore (capita spesso, soprattutto al nord, quando la barca non è ben invernata) o c’è un furto, tutto si trasforma in un costo molto maggiore. È per questo che, dopo aver individuato un referente di fiducia, è indispensabile prevedere una “road map” della vita della barca che, a fianco alle dotazioni e alle migliorie che solitamente si vuole apportare nel corso degli anni, prevede anche un rigoroso programma di manutenzione. Ne guadagna la tranquillità in navigazione e anche il valore dello scafo al momento di un’eventuale vendita.

Prendiamo per esempio il rimessaggio invernale, argomento adesso magari non troppo attuale, ma sintomatico di una situazione anomala. Le barche carrellabili solitamente sono rimessate sui carrelli e spesso finiscono nel box di casa se c’è spazio sufficiente. In caso contrario molti si rivolgono a strutture professionali come la nostra, ma sono ancora tanti quelli che scelgono soluzioni di ripiego come rimessaggi improvvisati in capannoni fatiscenti o frutto del fallimento di qualche azienda, in mezzo a macchinari dismessi, camper, auto vecchie. Spesso le somme richieste sono sensibilmente inferiori a quelle di un rimessaggio ufficiale che, come il nostro, è dotato di impianto antincendio e antifurto e risponde a tutte le norme vigenti in materia. Infatti, forse non tutti sanno che un capannone per poter contenere più di otto mezzi a motore, siano questi barche, auto o camper, deve rispondere a precise norme di sicurezza e di prevenzione degli incendi. Installazioni costose che, insieme alle polizze di assicurazione specifiche, garantiscono sulla sicurezza di quanto è contenuto. Se tutto questo non esiste è chiaro che la somma richiesta è inferiore, ma poi i problemi si pongono quando la barca viene trovata senza fuoribordo o con la fiancata sfondata dalla manovra di chissà quale altro utente.

Mare o Lago?

Anche sulla manutenzione si possono spesso fare dei risparmi che alla lunga si rivelano disastrosi. Un piede o una girante non mantenuto corrono molti rischi di rottura e sappiamo bene quanto la sua sostituzione o i danni causati sarebbero onerosi. Sottoporre ogni anno all’inizio della stagione una barca a un accurato controllo e ad alcuni basilari interventi di manutenzione è quindi una norma assolutamente consigliabile. Ovviamente si può concordare con il proprio meccanico di fiducia interventi mirati che possano contenere l’investimento economico. Per esempio, una differenza fondamentale esiste tra gli interventi necessari alle barche che stanno al mare rispetto a quelle sul lago. Mentre la manutenzione del motore la consideriamo indispensabile per entrambe tutti gli anni, la verifica delle trasmissioni e delle parti immerse soggette ad usura, piedi poppieri e soffietti in particolare, deve essere annuale per una barca al mare, ma può essere eseguita ogni due anni per una sul lago. Anche l’antivegetativa in acqua dolce può essere rifatta ogni due anni, mentre al mare ben difficilmente può superare una stagione. Inoltre è tutto l’assieme barca che con il salino deperisce più rapidamente, pensiamo all’impianto elettrico, ma anche ad accessori come le pompe e quelli con componenti “ferrosi” come il boiler che, in generale, se non controllati e conservati non superano i tre anni di vita. Una buona norma sarebbe quella, dopo ogni uscita in mare, di lavare con acqua dolce la barca ed applicare sulle diverse superfici gli appositi prodotti protettivi; si garantisce cosi una durata maggiore del mezzo. Questi sono semplici accorgimenti legati a un minimo di pratica fai-da-te che non richiede particolari competenze tecniche, ma solo un po’ di buona volontà e un pizzico di amore per la propria barca. Del resto, se si resta in mezzo al mare in avaria, il recupero farà spendere ben più di quanto risparmiato, ma anche in questo caso il meccanico di fiducia, se offre un servizio di reperibilità, potrebbe dare i consigli utili per rientrare in porto con i propri mezzi.

Un buon consulente non è quindi impegnato a far spendere di più il diportista, ma piuttosto a preservare il bene barca nelle migliori condizioni possibili, per garantire navigazioni sicure e conservare il suo valore nel tempo. La nostra scheda di controllo, parte delle procedure della nostra Certificazione ISO, prevede circa un centinaio di voci, variabili se la barca è mono o bimotore e dal numero di accessori. Si analizza tutto, per esempio controlliamo che le dotazioni di sicurezza non siano scadute, cosa che potrebbe portare, in caso di controllo, a multe di alcune centinaia di euro. Tutto deve essere in perfetta efficienza: da motori e trasmissioni fino al binocolo, tutto quanto si trova a bordo viene catalogato e verificato periodicamente.

Risparmiare Navigando

«Come per tutti i mezzi meccanici, anche per la barca le condizioni d’uso sono determinanti per le economie di esercizio e la durata nel tempo, che poi vuol dire fondamentalmente affidabilità – ricorda Vassena -. Ho clienti che a parità di barca consumano quasi il doppio di carburante, passare da 35 a 50 litri/ora nell’arco di una stagione fa la differenza, i motivi? Non pensiamo che i primi viaggino al minimo e i secondi sempre al massimo, entrambi usano la barca per la classica gita diurna, quindi navigazione veloce alternata a pause per il bagno e il relax. Semplicemente i primi evitano accelerazioni brucianti, virate strette, manovre spesso anche pericolose, sono dei profondi conoscitori della barca e delle sue regolazioni, sanno usare flaps e trim che influiscono molto sui consumi. Regole semplici che dovrebbero far parte del bagaglio di ogni diportista degno di questo nome… ma non sempre è così. 

Per esempio, un elemento importante è la disposizione dei carichi. Su una barca di piccole dimensioni è inutile far installare un serbatoio di acqua dolce aggiuntivo (in media vi sono già circa 70 Litri), meglio imbarcare una quantità maggiore di bottiglie di acqua minerale che si possono disporre in maniera più razionale, piuttosto che concentrare in un unico posto un carico elevato. Dando per scontato che all’origine il cantiere abbia già elaborato una corretta distribuzione dei pesi, si deve fare il possibile per non modificarla con dotazioni montate a casaccio. Quando una scorretta distribuzione dei pesi sbilancia la barca si deve correggere con i flap e i consumi ne risentono. Questa vale maggiormente con le barche di minori dimensioni dove va curata anche la distribuzione dei passeggeri per aiutare l’assetto che, meno è corretto con trim e flap, e meglio è. In questo senso in aiuto vengono le moderne strumentazioni, non solo con la regolazione automatica dell’assetto, ma anche con gli strumenti che indicano in tempo reale i consumi e possono fornire importanti indicazioni per una conduzione più virtuosa.

Altro elemento che incide negativamente sono i tendalini: peggiorano pesantemente l’aerodinamica della barca e, se si naviga veloci, è meglio smontarli. Poi il fatto di seguire una rotta corretta, i classici zig-zag possono anche raddoppiare i tempi di navigazione. Un capitolo a parte meriterebbe infine la scelta delle eliche che andrebbero dimensionate in base all’uso della barca e al suo dislocamento nelle normali condizioni d’uso: se l’obiettivo è il risparmio di carburante si privilegerà un certo modello, se è lo sci nautico un altro, se si pesca un altro ancora. Anche questa una scelta che va attentamente ponderata con un affidabile consulente.

Senza dimenticare però che in mare le variabili sono molte e il funzionamento dei motori ne risente inevitabilmente. Pulizia della carena e delle eliche, tipo di antivegetativa, vento, temperatura, moto ondoso, umidità, tutto contribuisce a modificare i consumi e allora subentra la sensibilità del driver nel saper scegliere il regime e l’assetto ottimale. Su questo argomento si potrebbero scrivere libri interi e forse non basterebbe. Certo è che se si sono rispettati almeno alcuni dei consigli che abbiamo dato prima, siamo già a un buon punto.